mercoledì 21 luglio 2010

FEDERICO TISI A UDINE



Verso la seconda metà di agosto, in concomitanza con il Palio di San Donato a Cividale, si terrà l’appuntamento estivo con il Maestro Federico Tisi.
A parte il BJJ in senso stretto, credo sarà molto divertente condividere un avvenimento storico suggestivo e tipico con i nostri cugini friulani. Per info contattatemi e mi raccomando, intervenite numerosi.

LUGLIO E AGOSTO


Per i fedelissimi combattenti che sfidano temperature da forno a legna, il corso oltre che a luglio si svolgerà, in base alle richieste, anche ad agosto; fatemi sapere se ci sarete.
Entrambi i mesi presso la sede di via Sinico, ospiti del WingTsun Club Trieste, grazie all’amicizia con Sifu Alberto Maffione.Pronti a sudare?

CHIEDO SCUSA


Chiedo scusa a tutti i membri del team Bora Nera per questa lunga assenza dal blog, causata soprattutto dall’accavallarsi di problemi, turni di lavoro e impegni familiari.Vi do un po’ di novità e poi aggiornerò il blog più frequentemente, prometto.

domenica 2 maggio 2010

STAGE CON FEDERICO TISI A UDINE


Un altro importante appuntamento con il Maestro Federico Tisi ha avuto luogo ieri a Udine. E' stata un'occasione importante sia per gli allievi che per i futuri istruttori (grazie ad un appuntamento dedicato totalmente a loro).

L'importanza di questi incontri deriva in primo luogo dall'apprendere da un insegnante di grande esperienza e dalla didattica comune a pochi, e in secondo luogo dal condividere tali esperienze con praticanti di altre città (Udine, Padova, ecc.), atleti forti e disposti a condividere tecnica e sudore, in un'atmosfera densa di educazione e serenità.

Quindi, in attesa del prossimo appuntamento, probabilmente qui a Trieste, ringraziamo il grande Marco Fabris per questo sabato, e rinnoviamo i mogliori complimenti al suo allievo Roberto, già istruttore di Krav Maga, per la sua neo cintura azzurra.

A presto sul tatami.

martedì 13 aprile 2010

AVVISO IMPORTANTE!


Ho il piacere di annunciare la ripresa degli allenamenti con i "cugini" friulani, in modo da dare a tutti, me compreso, la possibilità di allenarsi con "quelli forti".

In collaborazione con il nostro istruttore Marco Fabris, abbiamo creato un calendario che va da questa settimana fino all'ultima di maggio, ossia pochi giorni prima del "Roma Jiu Jitsu Challenge".

Gli appuntamenti saranno di martedì a Udine e di venerdì a Trieste, secondo il seguente planning:

venerdì 16/4, 7/5 e 21/5 verrà Marco a Trieste, insieme ad alcuni dei suoi atleti, a dirigere la lezione e a monitorare il nostro lavoro;

martedì 20/4, 11/5 e 25/5 invece andremo noi a Udine, a lavorare e a lottare con gli allievi di Marco.

Inoltre ricordo che il giorno 1° maggio, in terra friulana, si terrà uno stage con il Maestro Federico Tisi. Non credo sia necessario ricordare che si tratta di un appuntamento importante, e quindi è veramente importante partecipare.

Il giorno dopo, grazie all'interessamento di Marco, si terrà un appuntamento riservato agli istruttori e agli assistenti, durante il quale Federico darà la possibilità ai vari collaboratori di arricchire le loro conoscenze nella didattica dl jiu jitsu brasiliano, secondo la sua esperienza ultradecennale. Da non perdere!

Tutto ciò per progredire, per colmare le lacune e, soprattutto, per garantire un'alta qualità nella pratica del jiu jitsu.

Quindi preparatevi fisicamente e psicologicamente a lavorare duro e seriamente!

A presto sul tatami.

JIU JITSU E SCUOLA


E' finita l'esperienza scolastica del jiu jitsu...

Che dire, non mi aspettavo minimamente un successo e una risposta così grandi. Non mi aspettavo di provare certe emozioni, di ottenere così grandi soddisfazioni e, soprattutto, sicuramente non mi aspettavo di raggiungere così tanti obiettivi (alcuni pianificati, altri del tutto inaspettati) durante questa iniziativa.

Ma andiamo con ordine.

Il programma che ho proposto consisteva in veramente poche cose: la monta e il ribaltamento, la rialzata in base e la caduta all'indietro; una volta che tutti gli alunni avessero imparato tali tecniche, si sarebbe passati alle lotte.

Già nella fase iniziale ho aprofittato per "dispensare obietivi extra": rispetto delle regole, dell'insegnante e del lavoro che si sta svolgendo; tenere sempre d'occhio le persone vicine, con conseguente sviluppo della percezione spaziale, dell'attenzione e del senso della posizione; massima cura dell'incolumità del partner d'allenamento, parametro fondamentale di tutta l'iniziativa; massima collaborazione fra compagni, con freqenti cambi di coppie e dando molta importanza al saluto iniziale e all'abbraccio finale.

Ma la fase assolutamente più intensa e densa di significato è stata quella delle lotte.

Come già accennato, sono emerse un sacco di informazioni su ogni partecipante, ma la cosa più choccante è stato il naturale emergere delle tecniche e delle strategie proprie del jiu jitsu, nonostante il fatto che... nessuno le abbia insegnate!

Infatti, le lotte consistevano in 2 fasi: primo round accovacciati sulle punte dei piedi, mani aperte e l'obiettivo di far cadere l'avversario, attraverso colpetti con i palmi, e gratificando molto chi cadeva all'indietro nel modo giusto; il secondo round era la lotta vera e propria, dove l'obiettivo era mettere schiena a terra il partner e montarlo, mentre quest'ultimo o evitava la monta attraverso la rialzata o, in caso di sottomissione, eseguiva il ponte.

Riguardo il "come fare", a parte semplici regole (non afferrare i vestiti, le dita, i capelli e il collo con le dita), ho solo spiegato loro di togliere gli appoggi e portare a terra. Per tutto il resto sono stati lasciati liberi di esprimersi.

Ebbene, è venuto fuori di tutto: carattere, attitudine, problem solving, talento, grinta, timidezza, insomma... pura espressività, all'insegna dell'educazione, del rispetto e dell collaborazione massimi.

Infatti, mentre due studenti lottavano, agli altri era vietato distrarsi, coinvolgendoli nelle attività da "bordo tatami": ricomporre i materassi che si fossero staccati, sostenere il lottatore che fosse uscito dal quadrato, impedendogli di cadere sul legno, e applaudendo entrambi i "duellanti" alla fine della lotta.

Sia verbalmente, ma soprattutto dando un esempio coerente e positivo con il comportamento, ho ridotto draticamente le critiche, i commenti, le "prese in giro" rivolte agli elementi meno dotati, o fisicamente poco in forma, ottenendo il duplice obiettivo di creare più coesione fra i ragazzi e di diminuire gli imbarazzi e le ansie degli studenti più ritrosi (per motivi fisici, o caratteriali), addirittura facendo esprimere in modo egregio anche ragazzi ritenuti "difficili" o storicamente meno propensi a farsi coinvolgere in iniziative comuni.

Le cose da aggiungere sarebbero veramente molte, ma mi fermo qui per non ingigantire un già troppo lungo post.

La cosa che mi ha colpito di più, comunque, è stata la reazione degli studenti: regaletti fatti da loro, foto insieme, addirittura richieste di autografi! L'ultimo giorno, al momento dei saluti, ho ricevuto veramente tanto calore, e molti ragazzi erano veramente tristi, e anch'io non nascondo che mi è dispiaciuto terminare questo percorso insieme a questi allievi-maestri.

Infatti durante questa esperienza ho imparato veramente tanto, ho dato ma ho anche ricevuto in abbondanza, e di questo ringrazio ancora tutti gli attori coinvolti.

A questo entusiasmo si è aggiunta la soddisfazione della presidenza, dei docenti e dei genitori, i quali mi stanno già contattando per le pre-iscrizioni per settembre e per ripetere questo intervento l'anno prossimo.

Quindi cosa dire...

Grazie, grazie veramente di cuore a questi piccoli grandi lottatori!

Alle prossime "capriole" insieme!

domenica 21 marzo 2010

NEWS DALLA SCUOLA


Lottare!

Siamo quasi alla fine dell'esperienza scolastica del jiu jitsu, e adesso i bambini e i ragazzi sono nella fase delle lotte...

E' sicuramente la fase più coinvolgente, educativa e intensa di questo intervento, dove emerge di tutto.
Vedi il talentuoso, il timido, quello che pensa velocemente, chi si costruisce una strategia, chi vince le sue paure, quello che lotta per imparare e condividere, insomma... emergono chiare le personalità sia dei singoli che dei "gruppi classe", alcuni distratti, altri totalmente coinvolti.

Fantastico, veramente una grande esperienza.

Senza contare il contorno (i bambini e i ragazzi che si affezionano, quelli che vorrebbero iscriversi subito ai corsi, i bambini "difficili" che per la prima volta trovano una loro dimensione, nella quale esprimersi ed ottenere attenzione) e gli obiettivi "trasversali", come l'educazione al rispetto, alla condivisione, al supporto del membro del proprio gruppo, alla cortesia e alla gentilezza, all'amicizia prima e dopo la lotta, ecc.
Inoltre, indirettamente (ma non troppo), educare anche certi insegnanti attraverso il proprio modo di fare, da le sue soddisfazioni: avere l'attenzione dei ragazzi senza urlare, lavorare con due classi storicamente scatenate in assoluta tranquillità, ottenere rispetto, collaborazione e coinvolgimento motivando, piuttosto che minacciando, è stato accolto favorevolmente da chi già lo faceva, mentre ha creato un certo disagio in chi, invece, o usava metodi diversi (e non efficaci) o in chi, a causa di frustrazioni personali, addirittura cercava se non di boicottare, almeno di sminuire il lavoro che si stava svolgendo.
Il bilancio provvisorio di questa esperienza, comunque, è assolutamente positivo, a conferma di come il jiu jitsu brasiliano sia veramente arte marziale, sport, educazione, etica e strumento efficace per aumentare il potenziale delle persone.
Ma l'esperimento non è ancora finito.
L'ultimo aggiornamento ai primi di aprile, con foto, bilancio definitivo, ringraziamenti e conclusioni.

A presto.